giovedì 25 ottobre 2007

Lettera Aperta

OGGI A PALERMO VA IN SCENA IL CINISMO E L'IRRESPONSABILITÀ.

Un Sindaco irresponsabile ed un prefetto assente abbandonano Palermo e le emergenze più acute che questa città sta vivendo alla sola prospettiva di soluzioni imposte dall'alto dei vertici comunali con la minaccia di ricorrere ai manganelli delle forze dell'ordine. Dopo tre giorni di assemblea permanente a Palazzo delle Aquile si moltiplicano i tentativi di divisione delle famiglie che stanno conducendo la lotta, con attacchi sempre meno velati ai consiglieri comunali del gruppo "Altra Palermo" che hanno sostenuto la protesta e sono stati gli unici ad affrontare lo stato di necessità determinato dalla decisione del Comune di gettare sulla strada le famiglie precedentemente ospitate in alberghi. La soluzione prospettata adesso, quella di ricorrere a roulotte ubicate in via delle Scienze, appare assolutamente insostenibile, per le condizioni climatiche del periodo, per i rischi alla salute delle persone e dei soggetti più vulnerabili, per il rischio che una soluzione transitoria diventi definitiva. Una emergenza permanente, come tante altre create in città dalla disastrosa gestione della giunta e del sindaco. Eppure le soluzioni non mancherebbero e sono state proposte da giorni all'amministrazione comunale, che finora ha fatto finta di non sapere e di non vedere. Nell'immediato si potrebbe pensare ad un immobile di proprietà del comune, che si potrebbe fare diventare una struttura permanente per alloggiare famiglie bisognose o sfrattate, e questo immobile può essere facilmente individuato, oggi per soddisfare le esigenze abitative, il diritto all'abitazione delle 18 famiglie che trascorrono la notte al comune, domani, nell'ambito di un quadro più ampio di interventi abitativi, per fare fronte alle esigenze di altre famiglie che si dovessero trovate nella stessa situazione. Senza aprire una guerra tra poveri, una guerra tra poveri che questa amministrazione comunale sfrutta prima per cercare un facile consenso elettorale, poi per rinviare la soluzione dei problemi fino al punto in cui i problemi sociali diventano non più risolvibili. Occorre che la cittadinanza tutta comprenda che questo modo di amministrare avvelena e rende torbida la convivenza civile e preclude tutte le possibilità di partecipazione diretta e democratica alle decisioni sulle case, come sugli inceneritori, sul lavoro, sulla salute e sulla scuola. C'è anche il rischio che questa emergenza abitativa venga strumentalizzata per sollecitare nuove possibilità di deroga del piano regolatore aprendo la strada alla speculazione privata, alla quale si è già lasciato mano libera nel centro storico. La lotta dei senza casa in assemblea permanente al comune, per queste ragioni, è la lotta di tutti i palermitani onesti, che vogliono una città capace di affrontare i problemi sociali in uno spirito di tolleranza, di inclusione, di solidarietà, con interventi mirati e tempestivi. Nessuna forza politica, tantomeno quelle di opposizione che fino ad oggi sono rimaste a guardare, può pensare che domani qualcuno non presenti il conto dei comportamenti tenuti in questa occasione.

Fulvio Vassallo Paleologo
Università di Palermo

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